Il brand e i “racconti” di Flickr

scritto il 15/07/2008

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[fatto con Spell with Flickr, via Catepol]

 

Flickr è un mondo immenso e affascinante che, come in un gioco di scatole cinesi, ne contiene milioni di altri. E i modi per esplorare questo universo sono tanti e stupefacenti. Cercare tramonti, spiagge, gattini, eventi cui abbiamo partecipato o avremmo voluto, e via discorrendo sono solo alcune delle chiavi che possiamo applicare alla nostra ricerca.

Ma Flickr ha in sè un altro pregio, quello di trasformare le foto in racconti di vita, di riportarci i diversi stili di intendere la giornata, speciale o meno, e di raccontarci le diverse culture.

Se è quindi vero che un marchio diventa una brand vero e proprio, con tutta la sua forza, solo quando si è ben installato nella mente del consumatore, che lo ha fatto proprio e lo possiede, il passo successivo è la sua riproduzione e la sua reinterpretazione, di cui Flickr sa darci delle testimonianze più che interessanti.

Così, se i fotografi più o meno professionisti che postano la loro arte sono sempre e comunque dei consumatori, e i brand fanno parte della loro vita, come di quella di tutti, Flickr diventa una piccola raccolta sullo stile della zuppa Campbell’s di Andy Warhol permettendoci di conoscere anche prodotti e confezioni che qui non sono stati lanciati.

È il caso per esempio del burrocacao Dove, non commercializzato in Italia, ma che possiamo scoprire grazie alla foto di SafeCage, direttamente dalla Scandinavia. Per non parlare poi degli innumerevoli scatti dedicati a Starbucks, altra azienda che qui da noi non ha punti vendita, ma che è comunque molto amata. Inoltre, possiamo scoprire che le praline M&M’s non sono solo commercializzate nei classici 3 gusti e formati che troviamo nei nostri supermercati, ma declinati per le varie occasioni, come il Natale e la lotta contro il cancro al seno, ed è addirittura possibile ordinarle con confezioni particolari per le occasioni speciali, o tuffarsi nel negozio di Las Vegas o New York e fare man bassa del colore preferito.

Altro prodotto amato dai fotografi è Post-it, protagonista di mille e mille avventure, ritratto in versione faccine minacciose-faccina minacciata, in versione messaggio positivo e in versione goliardica .

Esempio di prodotto tutto italiano amatissimo all’estero è lei, la N nazionale, protagonista di immagini golose, ricette invitanti, irresistibile anche per gli orsacchiotti. E lo sapevate che il 5 febbraio si festeggia nel mondo il Nutella Day? Lo dimostra il logo della festa mondiale, mentre per quella italiana svoltasi a Torino il mese scorso, c’è addirittura un’utenza apposita, che raccoglie frammenti di esperienze legate al prodotto.

E per quelli che pensano che siamo ormai in un’era totalmente digitale, in cui si scrive solamente col pc o col Mac, niente di più sbagliato, la scrittura a mano resiste, così come resiste il disegno, lo schizzo; ce lo testimoniano le tante immagini dedicate alla Moleskine: c’è chi ne fa una torre, chi la fa diventare geek, chi racconta del locale dove ha mangiato un hamburger e chi la personalizza per non dimenticare nulla.

Raccogliere e prestare attenzione a tutti i racconti dei marchi che gli utenti postano attraverso le loro raccolte di immagini su Flickr potrebbe rappresentare un approccio innovativo da parte delle aziende sia per testare il lancio di nuovi prodotti, sia per verificare dal basso quali sono le caratteristiche identitarie dei brand percepite dagli utenti: grazie alla possibilità di commentare le immagini, le aziende potrebbero verificare in che maniera reagiscono consumatori di aree geografiche in cui un prodotto non è ancora stato lanciato, nonché le reazioni di quei “fortunati” che hanno invece la possibilità di acquistarlo (per esempio, come prenderebbero gli italiani questo gusto di Pringles?).
Aprendo un account aziendale queste possibilità si amplificano, permettendo di raggiungere molti più utenti aggiungendoli come “contatti”, senza affidarsi al caso ma scegliendoli secondo quanto essi dichiarano nel profilo (o magari dando un’occhiata ai loro blog…) e di cominciare a contribuire alla costruzione dell’identità percepita del proprio marchio dall’interno, negoziandola con i consumatori e sfruttando al meglio le potenzialità dei racconti che rendono vivi gli scatti condivisi su Flickr.

Con la sua moltitudine di storie di marchi raccontate per immagini, Flickr si rivela quindi uno scrigno prezioso per le aziende, per valutare i diversi significati che i clienti attribuiscono ai vari prodotti ma anche, perchè no, per usarlo esse stesse per postare foto e provare a rendersi vicine ai consumatori/utenti.

E in effetti alcune aziende stanno cominciando a cimentarsi in questa nuova sfida di comunicazione in Rete, come Nespresso, che sembra averci provato ma rinunciando quasi subito (ha una sola foto).
Più riuscito invece il tentativo Neronero.it , concessionaria Lavazza, che ha un bel blog fotografico (peccato che sia fermo a dicembre ;) ) oppure di Colgate Palmolive che su Flickr ha molte foto e anche qualche video, e che mostra tra l’altro i propri stabilimenti di produzione (peccato che non abbia amici nè commenti ;) ) ma si tratta di casi ancora troppo isolati per parlare di un vero e proprio fenomeno. Che questa momentanea diffidenza delle aziende verso un simile utilizzo di Flickr sia dovuta al fatto che, come tanti social network, non ammette la pubblicità e gli scopi commerciali (come spiegato nelle linee guida della community)?

O forse, ma diciamolo sottovoce, chè le agenzie pubblicitarie non sentano: sarà perchè spesso su Flickr si trovano foto degne o addirittura migliori di una campagna stampa?

Pubblicato in: Moltomedia Net |
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6 commenti a “Il brand e i “racconti” di Flickr”

  1. da capitano il 15/07/2008 | Replica

    flickr con un approccio piacevole e soffice.. davvero un post grazioso ed interessante.
    una domanda: tra i brand di cui hai segnalato l’approccio a flickr, noto che non hai indicato nessun brand che ha utilizzato flickr a supporto di brevi campagne.. non sono state citate perchè il periodo era troppo esiguo e non rappresentava un ipotetico parametro o c’è qualche altro motivo?
    :)

  2. da alesstar il 16/07/2008 | Replica

    son sincera: non lo so : D
    Flickr è immenso e se provi a fare la ricerca di un brand sia cercando solo foto sia cercando utenti, esce fuori il mondo, pagine e pagine e pagine, che a volte per un problema di mal-tagging o di user id con il brand vero proprio non hanno niente a che vedere.
    Spesso poi le foto delle aziende non sono propriamente “artistiche” e quindi non riescono a entrare nella funzione “esplora” che raccoglie le foto più belle, se poi appunto sono account che postano solo il tempo della campagna, non riescono a raggiungere un buon livello di risonanza. Di conseguenza, non è nemmeno facile venire a sapere a distanza di tempo, ma anche in tempo reale se non si conosce la campagna in generale che l’azienda in questione sta portando avanti, di un account e di foto-blog tenuto su per un mese o due.

  3. da Gabriele il 17/07/2008 | Replica

    e’ troppo dispersivo e poco chiaro…e di siti cosi ormai ce ne sono tantissimi…
    nn mi ha mai convinto :)

  4. da alesstar il 23/07/2008 | Replica

    sono utente di flickr da un anno, troppo dispersivo non lo trovo, se non appunto per il mal-tagging. forse in un anno ho imparato ad orientarmi, forse mi piace perdermi. fatto sta che si trovano foto di alta qualità. poi certo, ce ne sono anche di scarsa, ma ai numeri che tratta sono si fisiologici, ma comunque limitati.
    per fare un discorso aziendale si, forse è troppo dispersivo, ma è vero che bisogna “conversare” con gli utenti, non basta montare un fotoblog e aspettare che le persone arrivino. io sono orientata al brand quindi ho avuto l’idea di cercare i brand che più mi piacciono o interessano su flickr già tempo fa, ma non so quanti in effetti ci pensino, le aziende che scelgono questo strumento dovrebbero far sapere che sono presenti e indurre le persone a cercarli : )

  5. da Davide il 23/07/2008 | Replica

    Il punto è sempre lo stesso: perchè le persone dovrebbero cercare un marchio su flickr? per quale motivo? è la semplice curiosità che li guida? questa può funzionare solo per un numero limitatissimo di prodotti, caratterizzati da un grande hype. E gli altri?
    Credo che il motivo principale per cui le aziende stanno lontani da strumenti come questi sia il fatto che NON SANNO COME USARLI! Le dinamiche dei servizi come Filcrk sono complesse, sfaccettate, non definitive, ricreate di volta in volta dagli utenti. Le possibili trappole sono così tante che spesso, per non rischiare di mettere in atto strategie comunicative che possano essere controproducenti o non coerenti con il piano complessivo di comunicazione, i social media vengono messi da parte anche se il loro utilizzo è a bassissimo costo. Questo potenzialmente potrebbe determinare la loro fine commerciale, a meno che non trovino in altri canali dai quali trarre ricavi.

  6. da Alesstar il 28/07/2008 | Replica

    penso che il motivo per cui le persone “debbano” cercare un brand su un social network come Flickr sia perchè il brand è in assoluto un “lovemarks” (vedi nutella) o perchè lo è relativamente alla persona che lo cerca, c’è già una forte affiliazione alla marca in questione.

    è vero, le aziende non sanno usare i social network, e sono d’accordissimo con le ragioni che dice davide. penso che sia facilissimo usare il 2.0 da utente, ma sto scoprendo giorno per giorno che usarlo da azienda è difficilissimo.
    non so se i social media troveranno la loro fine commerciale nel fatto che le imprese non li sanno usare… non so il bilancio di flickr, ma mi sembra che se la cavi benissimo, grazie agli account pro, che tra l’altro con l’euro forte non costano nemmeno molto ; ),e poi basta vedere twitter, che non prevede banner et similia, eppure, bug a parte, se la cava bene, mi sembra.

    il fatto che ogni social media, e ogni piccol gruppo che in esso si forma abbiano le proprie regole come una vera e propria compagnia di amici, rende le cose molto poco classificabili e spiegabili. : )

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