FriendFeed: lifestream, friendstream o raccomandation engine?!
scritto il 24/07/2008
Da qualche tempo la mia dieta informativa è cambiata. Fino a poco fa avevo un percorso mattutino, quasi un rito, che definiva l’inizio delle attività: e-mail, Google Reader e un’occhiata a Twitter. Pratica che può essere letta anche come: notizie indirizzate a me, notizie dal mondo e notizie dai miei amici. Da 10 minuti a mezza mattinata per restare aggiornato su argomenti e persone che seguo con interesse. Ora trovo la parte pubblica più interessante condensata in un solo strumento, col risultato che le mie visite all’aggregatore e al servizio dell’uccellino (chi ha detto della balena!?), sono drasticamente calate e son diventate per lo più irregolari.
La causa di questo cambiamento di abitudini è FriendFeed. Si tratta di un aggregatore di profili, che permette di trasmettere ogni attività online su un unico canale. Da un paio di mesi ad oggi sembra essere diventato il servizio di tendenza su web per blogger e maniaci di informazione. Di aggregatori lifestream ne esistono tanti, ma FF sembra aver conquistato l’attenzione e lo spazio di sempre più persone. Di fatto FF è molto più di un semplice aggregatore; è un ambiente nel quale le persone riversano le proprie espressioni e preferenze, creando molteplici spunti di discussione.
Ogni utente può utilizzare il servizio in maniera attiva aggregando i propri frammenti di attività online (post del blog o del tlog, tweet, segnalibri salvati, immagini, video, ecc..) e qualsiasi servizio che dispone di un feed Rss. Inoltre è possibile seguire il flusso di informazioni relativo ad altre persone, libere di ricambiare o meno. Fino a qui nessuna caratteristica unica o innovativa. Il bello arriva con gli aspetti e le funzionalità più social del servizio.
E’ possibile interagire con ogni singola voce attraverso un commento o un “like”, un segnale di gradimento. Automaticamente questi contenuti interessanti vengono considerati rilevanti e proposti ai nostri amici. Allo stesso modo delle voci con le quali interagisce la nostra rete. In questo modo il motore di raccomandazioni basato sui propri contatti naviga attraverso i flussi alla ricerca dei più meritevoli. E li premia mettendoli in evidenza. Una sorta di filtro collaborativo per le notizie più interessanti e divertenti.
Per questo creare una rete di contatti con interessi ed attività affini rappresenta una grande risorsa in termini di informazioni utili.
Di fatto se in Rete viene pubblicato un articolo interessante e la rete di contatti è attiva, se ne viene a conoscenza quasi immediatamente. Per questo spesso accade che l’aggregatore, come altri servizi, ripropongano spesso gli articoli, i post, i video che la rete di contatti ha già segnalato, valutato e commentato.
Sì, perché anche i commenti sono una parte rilevante del network. Talvolta capita che le discussioni migliori che nascono da un post non si sviluppino dai commenti del blog, bensì all’interno di FF.
Dal momento che l’attenzione in Rete vale più del tempo (che è denaro secondo il vecchio proverbio) esiste la possibilità di nascondere le voci meno interessanti, se non escludere una o più fonti del flusso di un contatto. Poniamo il caso di un amico che, assieme ai post del suo blog sulle auto, ha inserito anche il feed di flickr nel quale è solito pubblicare le foto del suo gatto; possiamo oscurare la fonte delle immagini ed evitare che il felino compaia accanto alle fuoriserie.
FF è quindi un servizio personale, in quanto basato sugli interessi delle persone connesse, veloce, capace di filtrare una parte rilevante delle informazioni che trafficano sul web (chiaramente in proporzione alla rete e alla eterogeneità dei contatti).
Ma la definizione migliore del servizio, come piazza per incontrarsi e dialogare con le persone, la scrive Sergio Maistrello:
Se eravamo abituati a rispondere su Twitter alle provocazioni lanciate in quel servizio, ora spesso capita che il dialogo continui anche lontano da dove l’iniziatore della conversazione aveva cominciato a parlare. In piazza, appunto. Chi non va in piazza, spesso nemmeno se ne accorge, oppure magari se ne accorge quando già se ne sono andati tutti. Il vantaggio di questo sistema è che l’aggregarsi spontaneo dell’interesse altrui fa emergere, nella migliore tradizione social, i contenuti più interessanti. Bello, e funziona pure meglio di altri luoghi, alla prova dei fatti. Il costo, però, è replicare azioni che già si compiono a prescindere laddove i contenuti nascono e disperdere conversazioni.
Non credo che FF rappresenti una minaccia per Twitter e gli altri strumenti di microblogging semplice. FF è una risposta alla frammentazione dell’identità degli individui. Twitter è un servizio che permette alle persone di condividere attimi della giornata. Scopi diversi e modalità di utilizzi diversi. Certo il tempo in una giornata è (ancora) una risorsa limitata, ma ciò non significa che FF rappresenti una minaccia per Twitter, più di quanto non lo sia per il blog, la chat ed ogni altri servizio online.
Per come la vedo io FF è un servizio inglobante che assorbe tempo e che richiede attenzione per poter offrire un valore reale, ossia avere sott’occhio le attività dei contatti. E’ indispensabile uno sforzo non indifferente per seguire le conversazioni senza intrecciarsi all’interno. Certo, esiste il best of the day che mostra le voci “imperdibili” della giornata. Ma è un po’ come pensare di aver letto un libro dopo aver visto il relativo film (o peggio ancora la sintesi del film). Twitter al contrario si utilizza all’occorrenza ed è ottimo anche per un paio d’ora al giorno. Son pochi i maniaci che recuperano i tweet vecchi dei contatti.
Si tratta di due servizi più complementari che in competizione tra loro. E’ vero che si possono postare brevi messaggi anche via FF (lo ammetto: l’ho fatto più volte anche io!), ma se andiamo a vedere non sono numericamente frequenti, né, il più delle volte, al centro delle conversazioni.
Se Twitter non sta crescendo più come qualche tempo fa, il problema non è in FF. La vera minaccia di FF è verso quei sistemi di social news sharing, alla Digg o alla OKNOtizie per intenderci. Questi possono temere che le persone si stanchino del sistema comunitario di segnalazione delle notizie, con pochi hub in grado di spingere certi articoli piuttosto che altri. E si accorgano di come FF rappresenti un’alternativa per costruirsi un network nel quale sono amici e contatti con gli stessi interessi a segnalare elementi meritevoli di attenzione.
3 commenti a “FriendFeed: lifestream, friendstream o raccomandation engine?!”
1 Trackback(s)
- 05/08/2008: AOL punta su Socialthing | Microblogging.it
Additional comments powered by BackType





da markingegno il 24/07/2008 | Replica
Ottima analisi come sempre. Condivido il fatto che FF e Twitter rispondano ad esigenze diverse, ma certamente competono per lo stesso “tempo”. Quella e’ la risorsa limitata. E su questo fattore FF ne sta assorbendo parecchio, riuscendo a spostare un cospicuo numero di persone che ora postano piu’ li’ di quanto non facessero in passato su molti altri social network e microblogging tool.
Per dire, Tumblr compete per la stessa fascia di tempo, eppure il suo successo non ha penalizzato tanto twitter quanto sta accadendo con FF. Chiaramente queste sono mie sensazioni, non avallate da alcuna statistica, almeno per il momento.

da T.Sorchiotti il 28/07/2008 | Replica
Magari non è proprio rappresentativo, dal momento che FriendFeed è lo strumento in discussione, ma il post del blog ha ricevuto ad ora un solo commento, mentre la relativa voce su FF ha 15 commenti (per altro molto interessanti): http://moourl.com/c0s6i