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La grande opportunità di entrare in confidenza con i propri clienti (sì, proprio loro!)

scritto il 21/10/2008

Twitter, il sito che da un paio d’anni sta conquistando attenzione e spazio nelle vite online di sempre più utenti, non è solo un servizio, benché il primo e più popolare di una lunga serie. Rappresenta un medium, un insieme di micro-cosmi di individui, con i loro dialoghi, le loro idee, i loro sfoghi e le loro confidenze. Un ecosistema di conversazioni in formato tascabile, pronto a raccogliere sempre più persone.

Da quando è nato abbiamo visto usi diversi ed imprevisti, a sottolineare come lo strumento sia adatto ad una vasta serie di attività. La questione calda, da un po’ di tempo a questa parte, è se si presta ad un utilizzo “aziendale” o per meglio dire, se le aziende possono trovare valore nell’adozione di Twitter per la loro presentazione e comunicazione al mondo esterno.

Prima di partire in qualsiasi attività è indispensabile capire come viene utilizzato il servizio. Una rapida occhiata a qualsiasi flusso di tweet può essere in prima battuta disorientante: confessioni banali, commenti slegati al contesto, dialoghi tra due o più persone attorno ad un’attività iniziata ore prima si alternano ad alert di post ed inviti alla lettura. Perché la gente mischia tutto ciò? E soprattutto, a chi può interessare questo variopinto minestrone? Alcune persone utilizzano Twitter per promuovere le loro attività, altre per informare e essere informate ed altre ancora per restare in contatto con i propri amici. Il punto è che ogni persona sceglie chi vuole ascoltare e in ogni momento può decidere di aggiungere o rimuovere un profilo, e quindi ogni suo contributo, dal proprio network. Primo punto da tener presente: se un’azienda o un brand vogliono conquistare l’attenzione ed essere seguito devono offrire un valore costante, poiché ogni persona è libera di rimuovere contatti dal suo micro-cosmo in qualsiasi momento.

La maggior parte dei profili di Twitter sono pubblici, ciò significa che i “cinguettii” restano disponibili ed accessibili a tutti attraverso una semplice ricerca. Esiste infatti search.twitter.com un motore di ricerca che permette di conoscere quanto è stato scritto, ad esempio, riguardo un tema, un nome (brand o azienda), ecc… Può essere un interessante punto di partenza per capire quali sono le conversazioni che ci riguardano e, magari, individuare quali sono gli interlocutori più interessati a dialogare con noi. Ascoltare quindi. Trovare le persone che parlano del nostro prodotto (o di quello di un competitor) e che si occupano di un determinato settore. Dal profilo individuato possiamo esplorare la rete di contatti, per capire chi condivide passioni e interessi. Eventualmente incrociando le reti di following/followers e seguendo per qualche giorno le discussioni è anche possibile individuare i leader all’interno di ogni network.

Dopo aver individuato una parte dei nostri interlocutori dovremo cercare di essere coinvolgenti attraverso spunti di riflessione e conversazioni interessanti. Il suggerimento è quello di creare un profilo più completo possibile e pubblicare almeno una quindicina di tweet prima di iniziare a seguire altri profili. In questo modo sarà possibile attirare l’attenzione di queste persone e fornire un’identità al nostro account. A differenza di ogni altro social network, non avremo la possibilità di inserire una frase di presentazione contestualmente alla richiesta di amicizia, per cui dovremo impegnarci ad essere quanto più intriganti ed avvincenti possibile.

Dopo aver constatato di aver catturato l’attenzione di alcune persone, inizia la fase di “micro conversazione”. Cerchiamo con una certa costanza di pubblicare contenuti nuovi ed originali, di intervenire ogni qual volta possiamo portare valore ad una discussione Proviamo a condividere punti di vista, sensazioni e giudizi con i nostri followers. Probabilmente per chi è abituato a ragionare secondo logiche aziendali, sarà la parte più ardua. Si tratta semplicemente di comunicare non come azienda, ma come dipendenti – e quindi persone - dell’azienda.

Dobbiamo iniziare una relazione personale con i nostri interlocutori! A chi può interessare una relazione personale e confidenziale con una realtà impersonale come può essere un’azienda? Certo, esistono brand che suscitano emozioni e sensazioni forti, ma non sono mai loro a parlare direttamente al mercato, se non attraverso la pubblicità e il passaparola.

Probabilmente per chi comincia da zero possono essere molto validi gli stessi suggerimenti per un corporate blog, tenendo presente che la nostra presenza all’interno di Twitter ha un significato non solo se riusciamo ad essere seguiti, ma se entriamo nelle conversazioni. Detto questo, non esistono regole definite. Come non esistono regole precise per gestire una relazione personale. Perciò il miglior modo di procedere è ricordarsi che non è un’attività promozionale classica, ma il tentativo di dialogare direttamente ed entrare in confidenza con i propri clienti.

Pubblicato in: Moltomedia Net |

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